venerdì, Aprile 4, 2025

Ubriaco alla guida,
provoca un incidente:
va in scena la giustizia riparativa

MACERATA - Un centinaio i partecipanti al laboratorio didattico promosso da Unimc nell'ambito del festival Humanities. Le foto, il video e le interviste

Un momento della mattinata

Giustizia riparativa tra rabbia ed empatia, gli studenti confrontano le loro idee. Più di cento i partecipanti tra le classi del liceo scientifico “Galilei” di Macerata, iscritti Unimc e docenti hanno partecipato ieri mattina al laboratorio didattico “Va in scena la giustizia riparativa” che si è svolto nella facoltà di Filosofia nell’ambito del Festival Humanities.
L’investimento di due pedoni procurato da un giovane alla guida ubriaco, caso di cronaca, realmente accaduto, è stato lo spunto per riflettere su un modo diverso di applicare la giustizia.
Ragazzi e ragazze divisi in gruppi hanno affrontato il caso da più punti di vista, da chi ha provocato il danno a chi l’ha subito, dai familiari coinvolti ai giornalisti, fino ai passeggeri e ai creatori di storytelling.
Un confronto e un cambio di prospettiva che ha fatto apparire evidenti gli effetti della giustizia riparativa.

Nel video qui sopra le interviste fatte nell’ambito del laboratorio alle docenti responsabili Lina Caraceni e Paola Nicolini

Le professoresse Paola Nicolini e Lina Caraceni che hanno curato il laboratorio hanno sottolineato: «La giustizia riparativa è una soluzione a lacune, anche di tipo psicologico, difficili da colmare, con la giustizia tradizionale»
Il gruppo che si è messo nei panni di chi ha provocato il danno (con Lina Caraceni), ha analizzato le emozioni emerse quali spavento e paura. Riflettendo sulla giustizia riparativa, hanno sottolineato come rappresenti «un cambio culturale e come sia fondamentale per il reinserimento del reo nella società. L’esperienza simulata dà un valore aggiunto».

Alcune delle docenti coinvolte

Non è stato semplice neanche capire cosa avessero provato coloro che hanno subito il danno come ha evidenziato il gruppo di Veronica Guardabassi.  Gli studenti invitati a capire le motivazioni dei familiari del ragazzo che ha provocato il danno (con Michele Feliziani), hanno avuto reazioni differenti: «Alcuni di noi sono stati più comprensivi, altri hanno parlato di fallimento totale da parte dei genitori».

Ragazzi e ragazze che si sono immedesimati nei familiari di chi ha subito il danno (guidati da Tiziana Montecchiari) hanno sottolineato la rabbia, la violazione e la vera e propria vendetta. Solo dopo la riflessione sono emerse anche comprensione e orgoglio: «Siamo rimasti comunque fermi sulla condanna per l’accaduto e sulla chiarezza della legge sul fatto di non mettersi alla guida dopo aver bevuto alcolici».

Le interviste

Cambio di prospettiva anche per il gruppo che si è messo nei panni dei due giovani trasportati nell’auto guidato da Carla Danani: «Abbiamo potuto considerare anche come poter agire evitando quanto accaduto».
Ogni gruppo ha prodotto un documento scritto, lettere di diverso tenore, tono e contenuto. Un punto in comune: una riflessione di base che ha portato ad una profondità e ad un linguaggio contenuto e accurato. Testi che mai e poi mai avrebbero potuto trovare applicazione nella messaggistica istantanea o nei social.

(L’articolo è stato realizzato nell’ambito dell’iniziativa dal gruppo chiamato a fare la cronaca del laboratorio guidato da Alessandra Pierini)

Qui sopra il video realizzato dal gruppo incaricato della ricostruzione tramite storytelling multimediale guidato da Alessandro Maranesi

Le interviste

Potrebbe interessarti

LEAVE A REPLY

Please enter your comment!
Please enter your name here

Ultime notizie

FOTO