domenica, Aprile 6, 2025

«Dante Ferretti venga
a prendere le sue pagelle»

ARTE - Il preside Claudio Mengoni ha ricordato i tanti artisti usciti dalla scuola, tra questi il premio Oscar, durante l'Incontro con gli studenti dedicato al Bauhaus. Tra gli ospiti, Bruno e Lorenzo Gecchelin. Il designer pluripremiato autore di tanti prodotti Guzzini ha elogiato il liceo Cantalamessa

 

Il gruppo dei relatori

Una ghiotta occasione per gli studenti del liceo artistico Cantalamessa di Macerata che, con i colleghi del Bramante-Pannaggi, stamattina hanno ascoltato storie di successo, indicazioni per il futuro e il racconto di un passato glorioso del loro istituto. Nell’ambito delle conferenze legate al centenario del Bauhaus a Macerata l’aula magna dell’Ite Gemtili ha ospitato il curatore della mostra in corso a Macerata “Bauhaus 100, imparare, fare, pensare”, Aldo Colonnetti filosofo e teorico dell’arte. Con lui Bruno e Lorenzo Gecchelin (padre e figlio) designers di fama internazionale e Domenico Guzzini, presidente della Fratelli Guzzini. L’azienda di Recanati, ha una lunga collaborazione con i Gecchelin vincitori di tre Compassi d’Oro, l’Oscar del design. A proposito di Oscar il nuovo dirigente scolastico Claudio Mengoni ha annunciato di voler invitare l’ex studente Dante Ferretti a ritirare le sue pagelle. Sono molti i nomi famosi usciti dalla scuola che Bruno Gecchelin ha definito “l’odierno Bauhaus”: Cegna, Craia, Minuti, Peschi, Trubbiani, Bonifazi, Jacovitti. Il preside se ne augura altri tra i giovani che emergono oggi come il civitanovese Luca Ribichini, autore delll’opera omaggiata agli ospiti: “Oggi ha un valore simbolico nel futuro chissà”.

Il dirigente scolastico Claudio Mengoni introduce i lavori

L’organizzazione dell’incontro è stata a cura dell‘Adi (Associazione per il diisegno industriale) rappresentata dal membro del comitato direttivo della sezione Marche Abruzzo e Molise Michele Gasperini. Durante l’incontro i designers hanno mostrato bozzetti e foto dei loro lavori più noti come quelli della linea Chef di Guzzini: “Oggi ci sono i computer  che aiutano molto – ha spiegato Bruno Gecchelin – ma il disegno su carta è quello che meglio fa vedere in concreto la trasformazione dell’idea. Poi va elaborata e adattata anche alle esigenze della produzione”.  “Non dobbiamo temere di vedere scartata una parte del nostro lavoro – aggiunge il figlio Lorenzo –  è una selezione che possiamo considerare una distillazione”.

Aldo Colonnetti ricorda che al Bauhaus solo tre erano gli italiani presenti e tra questi Pannaggi.  Ma In italia più che in ogni altro posto si sono conservati i tre punti innovativi del loro lavoro: “l’arte come luogo della libertà e della ricerca, il laboratorio, dove imparare, fare e pensare, le tre parole che stanno nel titolo della mostra, e la produzione che allora era come un grande fiume carsico”. “Industria che nelle Marche – ricorda Domenico Guzzini – ha trovato piena esplosione negli anni ’70-’90 in cui il nostro modello si studiava nelle università americane. Oggi dopo il disastro bancario e quello del terremoto siamo in difficoltà. Ma dobbiamo puntare fortemente sull’istruzione”. Poi Colonnetti conclude con un invito a studiare il fenomeno tedesco che nel ’33 fu chiuso dal regime nazista e alimentò una diaspora nel mondo contaminando l’architettura di intere città: “Il catalogo deve essere distribuito agli studenti e non tenuto negli scaffali del Comune”.

Lorenzo Geccherin e Domenico Guzzini
Aldo Colonnetti e Michele Gasparini
Claudio Mengoni con il dirigente dell’Ite Gentili Roberta Ciampechini
Bruno Gecchelin
Domenico Guzzini

 

 

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